Creazione della favola

La parola FA’VOLA deriva dalla nota Fa che è la quarta della scala musicale e la nota che corrisponde al chakra del cuore. Dire fa’ vola significa “attraverso la favola il cuore si eleva. Per portare comprensione dell’ importanza di questo strumento porterò l’esempio di una mia paziente che per privacy chiamo Benedetta.
La FA’VOLA di Benedetta metteva in evidenza il suo disagio. Nella FA’VOLA di Benedetta c’era una comunicazione che veniva troncata dallo straripamento di un fiume. LA comunicazione era fra il conducente della barca e una bambina che quando veniva raggiunta dalle acque diventava una donna.
All’inizio della favola c’erano due folletti e un mago. Il mago andò a estirpare una radice che si trovava davanti al fiume. I due folletti che lo seguivano, domandavano il perchè. Il mago rispondeva che le magie per avverarsi devono essere raccontate dopo. Fu così che nel momento che il mago toglieva la radice dalla terra, il fiume si agitò e straripò. La favola si concludeva con lo stupore dei folletti che vedevano l’accaduto dai rami degli alberi.
Questa analisi che riporto è stata fatta tramite il nome dei personaggi, che non possono essere nominati e i loro ruoli nella vicenda.
Il conducente della barca è simbolo del traghettatore delle anime verso l’aldilà. Il fiume rispecchia le emozioni di Benedetta. Fra Benedetta e il conducente c’è un dialogo dove lei le chiede quando gli riporterà ciò che gli apparteneva. Il conducente viene travolto dalle acque e il mago rappresenta la parte creativa di Benedetta, il suo Salvatore. Il significato simbolico della radice è collegato con la famiglia, levarla dal terreno rispecchia l’atto di lasciare andare ciò che lega Benedetta al passato. Il gesto del mago porta lo straripamento del fiume, dove Benedetta viene travolta dalle sue emozioni. Il flusso dell’acqua che la attraversa la fa diventare adulta mettendola  di fronte al fatto che la condizione di rimanere legata al passato e alla morte non le permette un salto nella sua crescita evolutiva
Quando Benedetta ha letto l’analisi che qui non viene riportata integralmente, mi ha detto che in quel periodo soffriva molto per la morte di suo padre e che aveva un problema familiare con i suoi due fratelli che per la questione dell’eredità(questo era un elemento che si collegava con l’analisi dei nomi). La favola le suggeriva di lasciare andare quindi la morte del padre. Questo gesto la responsabilizzava nei confronti delle scelte che doveva prendere. Nella favola i folletti che sono all’oscuro della magia rappresentano la parte infantile di Benedetta che ha necessità di farsi guidare dalla sua parte creativa. Il fatto che alla fine della storia loro guardino l’accaduto da rami di un albero è l’effetto delle sue azioni che possono portarla ad acquisire una fiducia diversa in sè stessa. Dall’alto le cose si vedono in maniera diversa, si ha una visione d’insieme. Con Benedetta abbiamo affrontato tramite altre sedute il tema della morte, e di come affrontarla.

Ogni favola è una piccola storia di noi stessi che l’anima cerca di raccontare attraverso i simboli psichici.

Operatore Cristina D’ettole Spiritual coach

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